Stanotte scriverò banalità.
Rimango sempre stupito dall'idiozia di alcune mode, soprattutto estive. O meglio da come si possa risultare, agli occhi degli altri, più o meno sfigati a seconda del periodo in cui lo stesso oggetto venga indossato. E non parlo di lassi di tempo di secoli, perché è evidente che se oggi andassi in giro col cilindro in testa, cosa che magari potrebbe anche piacermi, verrei additato come lo scemo deli villaggio e rischierei di venire a breve rinchiuso. Si parla di pochi anni, brevi spazi temporali che si rivelano determinanti per l'immagine delle persone e per il livello di apprezzamento della gente verso gli oggetti stessi. Messo giù così può sembrare un concetto della madonna, complicato... in realtà, ho appena scritto una cazzata.
Ad esempio, le espadrillas: quando ero ragazzino erano un must, tutti le avevano. Chi quelle "vere", con la suola fatta di una specie di paglia che imputridiva nell'arco di qualche giorno, chi quelle meno estremiste, con suola di gomma sottile, che forse neanche erano espadrillas mi ci somigliavano parecchio.
Addirittura ce n'erano sempre con quella fattura ma di spugna, comodissime per strizzare via il sudore alla sera, quando rincasavi. Lasciamo perdere divagazioni morettiane sul modo di portarle; erano comunque la scarpa di tutti, dell'estate di quelli che "ci stanno dentro". Oltretutto costavano un cazzo. Ora queste calzature non so neppure se le vendano ancora. Forse sì, in qualche bottega dimeticata da dio, di quelle con in vetrina scarpe Mephisto e Valleverde, per anziani... Insomma, sono praticamente scomparse. Nessun giovane si sognerebbe mai di uscire la sera con le povere espadrillas.
Ho scarsa memoria e faccio un bel salto in avanti -certo del fatto che nel frattempo ci saranno state numerose altre mode simili- fino ad arrivare a 2 o 3 anni fa: all'improvviso, di prepotenza, ecco che diventa di moda il famigerato sandalo. Già avevo notato da un paio d'anni qualche avanguardista che l'indossava, probabilmente senza sapere d'essere un precursore, uno che stava contribuendo al rilancio del francescano oggetto. Non si trattava infatti di gente particolarmente attenta alle cosiddette "tendenze", magari erano solo ragazzi che volevano tenere i piedi al fresco. Bene, allora via, tutti coi sandali. E non solo al mare, no! Ovunque: in discoteca, al bar per l'immancabile aperitivo (altra vera mania), al lavoro, a messa, a letto, al cesso, affanculo, senza problemi. Sicurissimi di non sbagliare, di avere la scarpa giusta. E nessuno che avesse problemi di calli, "ciocche", spellature, sudorazione, dita marce o unghie lunghe e affilate come gli artigli di un rapace, tipo le mie. Tutti coi piedi belli curati, ovviamente. Altrimenti smarroni, e la moda del sandalo ti si ritorce contro, un'arma a doppio taglio.
Ora li vedete voi in giro i sandali? Pochissimi... solo qualche affezionato, qualcuno che magari li ha sposati due anni fa per moda e ora rimane fedele. O magari qualche idiota che ne ha comprate 5 paia e ora deve smaltirsele. Eppure era anche una moda con un suo senso, non sono mica calzature brutte, in generale. Tanto che anche io me li sarei quasi comprati, magari di quelli strafichi di cuoio, un po' da signore col borsello. Solo che a me, senza calzini, sudano una cifra i piedi, proprio gocciolano. Avrei rischiato di scivolare e magari cadere dai sandali, veramente troppo. L'alternativa era (ed è) rappresentata dalla micidiale accoppiata sandalo-calzino, che costa ai tedeschi in vacanza in Italia poderose prese per il culo, da anni e anni. E voglio essere sincero: forse, se non mi fosse stato categoricamente proibito dalla mia fidanzata (sì, fidanzata) avrei trovato anche il coraggio di comprarli e metterli su insieme coi loro bei calzini di spugna. Certo, un lusso che da sfidanzato, non mi sarei mai potuto permettere, pena una vita in solitudine.
Oggi, e dall'anno scorso, il nuovo imperativo: l'infradito. Una ciabatta brutta, che ti fa venire i piedi lerci dopo cinque minuti. Di gomma, che ti fa sudare da matti. Con una suola tanto sottile che dev'essere come camminare per terra. E magari con la bandierina del Brasile, patetica, a richiamare alla mente spiagge tipo Copacabana, palme, cocchi, gran fighe in bikini, probabilmente con l'aids e una gran fame, poveracce. Oltretutto devo rimarcare che ho sempre sentito dire, fin da bambino, che sono molto fastidiose, con quell'affare che si infila in mezzo al dito. Ci si deve sentire come se si avesse un tarzanello gigante. Bene, io questa volta non ci patisco, non sono invidioso di queste schifezze che tutti si mettono ai piedi, né dei loro talloni neri che questa volta vengono ben tollerati perché tanto ce li hanno tutti. Anzi, chi non ce li ha è un cretino, quasi.
Io non sono un feticista, non ho la mania delle scarpe, d'altronde non sono una ragazza. Però non posso non fare caso a questi fenomeni, non posso non stupirmi quando noto che su 100 giovani, 80 hanno addosso lo stesso tipo di oggetto. Possibile che veramente, all'improvviso, la stessa identica cosa piaccia a tutti? Manco fosse la figa, che infatti non passa mai di moda (anche se ultimamente pare che il culo stia dandole filo da torcere). Possibile questa totale mancanza di senso critico, per cui la gente non riesce neanche più a conservare un minimo di gusto personale, e a decidere cose le piace veramente e cosa no? E' il bello è che nessuno ammette di seguire la moda, tutti ti dicono, prendendosi per il culo da soli, che no, che quello lo hanno addosso perché a loro piace davvero. Non dico che sia sbagliato seguire qualche moda, può capitare che salti fuori un oggetto che ti piace, e ci vai dietro anche tu. E anche tentare di stare sempre fuori dalla moda, significa farsene condizionare pesantemente... Ma seguirle tutte così... che brutta cosa. Ho scritto di calzature, ma ci sono tanti altri esempi, questo è solo quello più eclatante. I "fantasmini" ad esempio, che per me, quando li vedi fare capolino dalle scarpe da ginnastica, stanno molto peggio di un un onesto paio di dignitosi calzini. E' come se ti dicessero "al mio padrone sudano i piedi, ma si vergogna e vuole bossarsela". Tra l'altro per me si ottiene l'effetto contrario: mi fa subito schifo vedere un piede nudo dentro scarpe ginniche, e comunque è una specie di inganno. Poi mi viene in mente l'anello al pollice. O le braghe basse con la mutanda, o peggio il perizoma, che spunta da sopra il culo. O le magliette con su scritto "rich" (di pessimo gusto, oggi), o quelle con su scritto "de puta madre", e ancora quelle coi nomi delle città, giganti. Fino ad arrivare al delirio vero: le felpe con la scritta, a caratteri cubitali, FIAT. Roba da psichiatria, ma di corsa. C'è da dire però che alcune di queste mode sono piuttosto settoriali: alcune vengono seguite per lo più dai cosiddetti "alternativi", altre dai più tamarri, altre ancora dai "fighetti", che spesso riescono a camuffarsi sia da alternativi che da tamarri... tutte categorie delle quali presto o tardi mi occuperò qui, con piacere sadico. Non sono tendenze trasversali come quella delle infradito, il paragone suona quasi offensivo per le ciabattine che davvero spopolano, senza tante distinzioni. Mi rendo anche conto del fatto che sono discorsi da adolescenti, ma se è la gente della mia età (30 anni) a tenere questi atteggiamenti tanto puerili, io che cazzo ci posso fare? Giusto scrivere il mio disappunto e pubblicarlo su internet sotto forma di invettiva.
Infine un altro, assurdo, fenomeno che mi sovviene, è quello dei bracciali colorati con impresse sopra parole a caso, senza nessun senso... tipo "strong", "life", "love", "energy", "sticazzi". E beh? E' un pezzo di gomma qualsiasi, non ha proprio niente di speciale. Oh, ce l'ha un sacco di gente, e mica solo i ragazzini che se lo comprano insieme alle magliette dei wrestler, in edicola. Ho visto anziani malfermi col bracciale di gomma verde pisello al polso. Chissà cosa ci sarà stato scritto sopra... magari "death"?