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lunedì, 24 ottobre 2005
Radical chic
Non so se in realtà ho compreso bene il significato della definizione "radical chic". Tenterò però di spiegare cosa intendo io con tale espressione, che magari personalmente uso in maniera impropria.
Partiamo con un distinguo: il radical chic non è un semplice esponente della diffusa categoria di persone che possono agevolmente essere raggruppate sotto la definizione di "fighetti". Rappresenta invece un'ulteriore deviata involuzione della specie, una pericolosa estremizzazione dello stesso concetto. La differenza è principalmente di matrice politica. Il fighetto è tendenzialmente danaroso, con generosi babbi dai portafogli rigonfi; non ha una vera e propria coscienza politica e molto raramente -per fortuna- è di sinistra. Non ha né la cultura né l'intelligenza necessarie per esserlo e, fondamentalmente, non gliene frega un cazzo della politica, della società, del governo ecc. ecc. Ha intuìto che in ogni modo per lui non cambierà nulla, e destra o sinistra non sono un problema che lo riguarda. Non si pone troppi interrogativi, l'universo nel quale mio malgrado vive e prolifera gli interessa fino a dove arrivano camiciole Ralph Lauren o polo Henry Lloyd, belle fighe, coktails, aperitivi, settimana bianca a Cervinia e nuova Mini. Vive nel suo mondo dorato e pensa qualunquista. Nel "migliore" dei casi vota per la Casa delle Libertà perché sa di fare piacere a papà, che gli ha insegnato che i comunisti sono quei disperati che vorrebbero fargli pagare il doppio delle tasse sulle loro seconde, terze e quarte case. Altrimenti non ci prova neanche e dichiara tutta il suo disinteresse, rispamiandoci la sua dannosa preferenza.
Il giovane radical chic -io parlo di quelli intorno alla trentina- è decisamente diverso, è una figura trasversale, che racchiude dentro di sé classi sociali ed aree politiche differenti: non è necessariamente un riccastro e soprattutto molto spesso ha una sua connotazione ideologica, il più delle volte sinistrorsa. Spesso si tratta di studente universitario, e ne sono stati avvistati pure alcuni esemplari di area berlusconiana, chiaramente i peggiori. Quelli che davvero rappresentano al meglio la materializzazione del concetto di "imbecille".
La cosa che più infastidisce del radical chic, la sua peculiarità più significativa e molesta è un'altra: lui si crede molto colto e intelligente. Lui pensa di essere uno di quelli che sanno riconoscere ed apprezzare le cose "giuste". Lui s'illude di essere superiore agli altri. E' uno attento al suo "lifestyle", uno che tendenzialmente non esagera, un equilibrato. Che magari fuma ma riesce a non andare oltre le 4,5 sigarette al giorno, 10 il venerdì sera. Per questi motivi si differenzia dal finto alternativo, il ragazzino idiota che si veste come un barbone perché si sente più fico così, e poi la sera rientra nella sua villetta indipendente con garage, tavernetta e piccola piscina.
Il radical chic è più avanti. E' fissato con il suo look, si veste un po' male ma senza trascendere, e talvolta, nelle sue varianti deteriori, indossa pure abiti griffati e costosi, ma cambiano le firme rispetto a quelli degli spandimerda ai quali accennavo prima. Perché lui è cool, e soprattutto non è mai uno banale, nella sua testolina di cazzo. Non lo vedrete mai andare in giro vestito ordinario. Da ad intendere di non guardare troppo alle mode ma in realtà è schiavo delle tendenze, e aderisce supinamente al suo stereotipo. E' assolutamente convinto di essere un soggetto non influenzabile ed un grande pensatore, o se non altro uno con pensieri e idee originali. Vorrebbe essere creativo, magari si compra la Moleskine. Gode nel fare credere ai sempliciotti di essere uno che sa e fa un sacco di cose che gli paiono strafiche, o addirittura intellettuali. Magari si porta appresso libri di poeti spagnoli e sudamericani (mai che legga a casa sua, se no non si vede...) ma non riesce a collocarti Leopardi o Pavese, che per lui possono pure essere del Seicento, almeno nei casi più gravi. Aderisce e sposa con (finto) entusiasmo ogni iniziativa di area no-global; talvolta è vegetariano, tendenzialmente disobbediente e simpatizzante per Casarini, boicotta McDonalds e Nestlé, supporta il commercio equo e solidale, esce molto la sera e frequenta locali del cazzo dove servono 100 tipi di thé dello Sri Lanka ma non hanno un panino col salame e nei quali vengono eseguite letture che spesso non comprende nuppure il patetico lettore. Si fuma le cannette con gli amici (qualcuna l'azzecca...), in certi casi indossa borsette etniche e perde tempo recandosi a dibattiti e presentazioni di libri che leggerà (di nuovo senza capire), plausibilmente usa molto internet. E' fissato col cinema, crede si essere un esperto perché una volta ha visto un film di Pasolini, ma poi si fa beccare regolarmente a disquisire sull'ultima cazzata importata dagli USA. Perché non è mica un intellettuale, è il "vorrei ma non posso" della cultura e la sua ignoranza, la sua continua finzione, lo portano spesso a tradirsi, gli scappano fuori da tutte le parti un po' come quei ciuffi di pelazzi neri che alle volte si vedono far capolino fuori dai costumi sgambati in spiaggia.
E' gente brutta, dentro e fuori. Il radical chic è lo snob al cubo. Ostetenta idee politiche sinistrorse ma se può evita quelli diversi da lui, non vuole mai sfigurare quando va per la strada; i suoi amici sono, sempre nella sua testolina, o "bella gente" o "tipi strani", comunque in gamba. Mai lo vedrete in giro con uno "normale" che magari fa il meccanico, ha un aspetto banale e, poveretto, se ha freddo commette l'ingenuità di mettersi il maglioncino e la giacca a vento qualsiasi. Lui no, il radical chic se ha un amico sfigato, è perché questo è tanto sfigato da essere trandy, c'ha gli occhiali spessi di celluloide nera da nerd, ha indirizzato nel giusto canale la sua sfortuna risultando così in qualche modo accettabile per l'amichetto schifiltoso e con la puzza sotto il naso. Io sarò anche intollerante, ma queste facce di merda, questi bambocci presuntuosi e irritanti, li spedirei tanto volentieri in miniera o a spalare merda nei campi...

idiozia partorita da: Aqualung alle 13:07 | link | commenti (22) |
invettive, società e costumi


Commenti
#1    24 Ottobre 2005 - 14:55
 
uhm... tu che tipo sei?
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#2    24 Ottobre 2005 - 15:00
 
Non lo so, ma di certo non sono un radical chic...
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#3    24 Ottobre 2005 - 17:56
 
Insomma, dei Bertinottiani con nostalgie sessantottine (non di piazza, ma di gruppo di studio)?

Però, però... un pochino "molto intelligenti" ci sentiamo tutti NOI qui della blogsfera... ammettiamolo...
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#4    24 Ottobre 2005 - 19:24
 
Ti butto lì la biografia di Paolo Villaggio così come l'ha scritta in Fantozzi, il libro ovviamente:

"...[Paolo Villaggio] è molto snob. E' figlio di padre ricchissimo ed è per questo che è a sinistra del partito comunista cinese. A Roma ha fondato con un gruppo di nobili una frangia politica di estrema sinistra molto 'IN' che si chiama 'POTEVE OPEVAIO'..."
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#5    24 Ottobre 2005 - 19:27
 
Dipende eh...
Delle volte le sparo così grosse che poi rileggendomi mi sento solo molto idiota... :(
Comunque direi di sì, in genere c'è dell'intellettualismo, almeno là dove non si tratta di diari online pieni di orsacchiotti e cuoricini pulsanti.
Poi per me l'importante è che chi scrive non creda di trovarsi al centro dell'universo, anche se evidentemente il blog di per sé è uno strumento un po' egocentrico. Però pensavo peggio, di blog intelligenti e pure divertenti se ne trovano diversi.
Ciao e grazie per il contributo.
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#6    24 Ottobre 2005 - 19:35
 
ahahah! Aqualung my friend! che bello sentirti dire queste cose! di sicuro non gli sarà mai capitata la sensazione particolare di ascoltare ragazzi cacciatori e le loro prodezze in campagna, di certo non ha mai parlato con allevatori e di che rumore facciano le capre maltesi da piccole. di sicuro non mi piace, ma una cosa che mi farebbe paicare sarebbe vederne uno che passeggia in un centro molto frequentato e che coi sandali schiaccia una grossa merda di cane o di cavallo. e basta
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#7    24 Ottobre 2005 - 20:05
 
x Hardla: se ho capito bene, il cerchio si chiude.
Ho una pessima considerazione di Villaggio... anche lì per questioni legate a De André, trovo che il doriano si comportò molto male dopo la morte di quest'ultimo...

:D Pelosa... :D :D Pensa che la cosa del sandalo che pesta la merda l'avevo pensata anche io ma con l'infradito :D
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#8    24 Ottobre 2005 - 20:59
 
avevo pensato anche io l'infradito, calzatura che ho sempre odiato vedere negli uomini!
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#9    24 Ottobre 2005 - 21:02
 
:O

L'avevi letto questo?
http://icazzivostri.splinder.com/post/5564498
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#10    25 Ottobre 2005 - 13:18
 
no, non l'avevo letto! ma quel tipo di riflessione l'ho fatta un sacco di volte anche io! figurati che un periodo andavo persino in spiaggia con gli anfibi, avendo sempre odiato le scarpe sportive!
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#11    25 Ottobre 2005 - 13:29
 
Fichi gli anfibi, ce li avevo anch'io.
Ormai però, alla mia età, punto tutto sul comfort... scarpe da ginnastica, finte clark, calzature qualsiasi...
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#12    25 Ottobre 2005 - 17:16
 
e che ci vuoi fare, l'età avanza e le estremità cominciano a soffrire. c'est la vie!
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#13    09 Gennaio 2006 - 13:26
 
Io sapevo che i radical chic sono i miliardari "di sinistra",che fanno cose "alternative" ma che un proletario manco si riesce ad immaginare che esistano........

sopralapanzalacapracampa
utente anonimo

#14    09 Gennaio 2006 - 13:32
 
Si si, infatti quello sono in verità.
La mia definizione era un po' allargata ma fondamentalmente credo che la tua sia quella corretta. Il vero e proprio radical chic mi sa che c'ha il grano...
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#15    09 Gennaio 2006 - 13:40
 
tanto grano,se no non riuscirebbe a raggiungere il livello "radical" :-D

sopralapanzalacapracampa
utente anonimo

#16    09 Gennaio 2006 - 13:45
 
Sto pensando ad esempi di radical chic famosi, ma non me ne vengono... :(
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#17    09 Gennaio 2006 - 13:50
 
Illy nella mia regione ad esempio,quello del caffè,che è anche presidente della regione....Uomo di sinistra va al palazzo della regione in moto (bmw da fuoristrada),esempio perfetto.

Poi magari qualche figlio di papà sconosciuto a noi o moglie con tendenze lesbo-ecologiste.

ce n'è ce n'è........

sopralapanzalacapracampa
utente anonimo

#18    09 Gennaio 2006 - 13:53
 
Conferma quel che dici il fatto che il caffé Illy è forse il più costoso... tsk...
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#19    17 Aprile 2006 - 22:58
 
Hey...chi è che li definì "rivoluzionari da salotto"??? Mi piace questa definizione, ma non riesco ad attribuirla. Mo la googleggio e vedo che viene fuori.

+ Erzsébet +
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#20    18 Aprile 2006 - 01:17
 
Non lo so, ma si sente spesso... anche se forse l'ho sentita più adoperare per indicare gli "impegnati intellettuali" come li chiama Guccini...
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#21    19 Ottobre 2008 - 11:13
 
Non è vero!!!Ho un amico Radical chic....e vi posso assicurare che è uno sballo! Sarà pure finto intellettuale(cosa che nn credo!) però almeno parli di tutto con lui. Lo preferisco a quelli ke mettono in mostra la loro immagine ma sono vuoti dentro. Il look? oggettivamente è strano:) sembra di vivere in un' altra epoca! Ma al ondo d'oggi io preferisco vivere nella sua epoca che nella mia! Almeno prima c'era sentimento, pudore, rispetto! ora nn c'è + nulla! W i radical chic!
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#22    27 Marzo 2009 - 15:54
 
Bella la descrizione! Ma è pure vera, purtroppo...
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Commenti