Non si può dire che prendere in giro gli anziani sia una bella cosa. La nostra società sembra rifiutare questo tipo di comportamento. Provate un po' a farlo per strada, in mezzo alle gente, e vi accorgerete che è proprio vero: qualche esagitato subito prenderà le difese della vecchia vittima, rivolgendovi pesanti ingiurie quali "maleducato", "imbecille", "vigliacco" oppure un semplice "vergognati" colmo di disprezzo. A meno che non lo facciate con l'appoggio di un manipolo di naziskin armati di spranghe e catene; in quel caso nessuno si accorgerà di nulla o forse qualcuno vi sorriderà timidamente come per dire "simpatiche canaglie" o "birbantelli". Mi sono chiesto: "perché tutto questo?" E mi sono risposto. Lo faccio spesso, sono leggermente schizofrenico. Credo sia per via del fatto che di solito questi famosi anziani di cui si parla tanto sono piuttosto rimbecilliti e conseguentemente incapaci di difendersi in modo adeguato, almeno senza suscitare l'ilarità del giovane screanzato e irrispettoso.
Perché è innegabile che un vecchio inferocito che tenta di vomitare buffi improperi agitando il suo bastone è una cosa che fa ridere moltissimo, quasi più di un bambino piccolo che corre felice ai giardinetti e poi all'improvviso inciapa, cade e si mette a piangere disperato (più il moccioso è giovane e più è facile che rovini a terra... quando ne vedo uno che scorrazza con le sue gambette insicure ridendo, mi soffermo sempre a guardare, certo dell'imminente immancabile capitombolo).
Tornando agli anziani, mi rendo conto che la mia risposta alla domanda "perché non scherzarli" è un po' troppo generica; non tutti sono rincoglioniti e indifesi. Potrei dunque perculare solo quelli ancora lucidi. Ma non lo farò. Mi limiterò ad illustrare perché questo argomento mi appassiona. Fatico a generalizzare, perché in realtà nutro verso i "matusa" sentimenti contrastanti, a seconda del soggetto preso in esame: invidia, disprezzo, curiosità, compassione. Dipende molto dalle condizioni in cui si trovano e, ovviamente, da che tipi sono. Nonostante alcune caratteristiche che li accomunano quasi tutti, è infatti risultato da recenti studi che anche arrivati alla terza età si mantegono alcuni tratti del carattere.
Invidia: prima di tutto il vecchio palesemente non è morto da giovane, e neppure quando aveva cinquant'anni. Questa mi sembra già una cosa positiva, specie perché personalmente sono assolutamente sicuro che non camperò molto, dal momento che ho uno stile di vita quasi suicida e faccio regolarmente tutte le cose che i medici sconsigliano vivamente. Quindi già mi fa rosicare pensare che questi anziani abbiano avuto tanto tempo a disposizione. Che poi, se uno vive tanto, è probabile che abbia condotto una vita sana, e quindi appartenga ad una tipologia di persone che mi sta già un po' sui coglioni. Poi invidio il fatto che non lavorino e possano fare il cazzo che gli pare dal mattino alla sera. Dev'essere stupendo potere passare tutta la giornata davanti alla tivù a vedere
La vita in diretta e il TG4. Oppure ai giardini a dare il mangime ai piccioni e farsi tirare le pallonate addosso. O al cinema porno a farsi le seghe col giornale sopra il vecchio pisello rugoso. O al bar ad embriagarsi e litigare con altri vecchi marci parlando del Genoa e della sandoria, ricordando i bei tempi passati.
E poi, diciamolo pure, ma quante comodità hanno gli anziani più dei giovani??? La dentiera, e finalmente la puoi smettere di dover stare lì a perdere tempo a lavarti i denti tutti i giorni... te la levi, la butti nel suo bicchierino con la pastiglia effervescente e sei a posto! Hai finito di cacciare soldi dai dentisti (ladri maledetti), hai sempre l'alito profumato... dev'essere una cosa fantastica. Il catetere, il pannolone: basta con la fatica di alzarsi e andare fino al cesso! Molli gli ormeggi sul posto e via, tanto anche se puzzi un pochino ci sta. Mica devi risultare per forza piacente. E poi il top, solo per i più fortunati: la sedia a rotelle. Il paradiso del vecchio pigro... basta avere con sé una badante (magari anche gnocca) e i soldi per pagarla e sei a posto definitivamente.
Inoltre, hanno un ultimo privilegio non da poco: possono permettersi comportamenti assurdi, aggressivi e incivili, con la scusa del rincoglionimento senile. L'età consente loro impunità: possono rubare dove vogliono, che tanto non destano mai sospetti e se li beccano nessuno ha il coraggio di denunciarli.
Disprezzo: gli anziani odiano i giovani, si sa. Ricambiano la mia invidia, vorrebbero di solito avere come minimo quarant'anni in meno. Questo li porta spesso a tenere atteggiamenti ostili, rabbiosi, che sono loro sostanzialmente consentiti, come scrivevo sopra. A me le persone aggressive stanno sul cazzo, anche se mi piacerebbe poterlo essere ogni tanto, quando è il caso. Ma perché devi dare di matto se inavvertitemente ti scontro passeggiando per strada, ad esempio? Quelli che fanno così, sono gli stessi che da ragazzini si facevano portare le sigarette e la focaccia da quelli del primo anno. Bulli che non hanno perso il vizio. Poi... perché devi pretendere sempre il silenzio assoluto, come se fossi già nel tuo bel loculo? Ma cazzo, capisco che vuoi quetare, che non ce n'hai per il belino, ma se anche una volta al mese qualcuno facesse casino sotto casa tua, magari suonando o giocando a pallone, non potresti tollerare? Invece no, riempiono d'acqua la loro cazzo di bacinella nella quale han fatto il pediluvio dieci minuti prima (quindi piena di pellicine e tarzanelli), e te la rovesciano in testa a tradimento mentre tu sei lì che ti diverti. E questi sono quelli ancora bravi. Quelli veramente bastardi ci svuotano il catetere dentro, nella bacinella. Ma i più temibili (e terribili) sono i vecchi contadini, quelli nevrotici e con lo schioppo. Ho visto la morte in faccia più volte, quando di tanto in tanto andavo con la mia brava chitarra a cercare qualche bel prato in cui suonare e fare il frikkettone... l'anziano con la berretta e l'archibugio incombeva minaccioso, e una volta ha anche sparato, credo, in aria. Ma cazzo, c'è modo e modo... Sono nel tuo terreno di merda? Me lo dici civilmente e io me ne vado subito, mi porto pure via gli smarroni, non sporco, cristodiddio. Come si fa a non odiare almeno un po' questi vecchi così pericolosi?
Curiosità: gli anziani hanno dei trip malati dentro le loro teste pelate. Non si capisce bene perché, ma si appassionano alle cose più assurde. Ditemi che non è curioso e incomprensibile passare un'intera giornata a guardare degli scavi con le ruspe, commentando col vicino e tenendo le mani unite dietro la schiena, nella tipica posa da vegliardo. Ma che cazzo ci sarà di così interessante, mi chiedo io. O anche l'abbigliamento, hanno delle fisse, delle vere manie. Ad esempio gli uomini portano sempre il berretto, o meglio "la berretta", come scrivevo prima. Evidentemente è una specie di tendenza alla quale nessun vecchio riesce a sottrarsi, perché non posso credere che tutti abbiano tanto freddo alla testa. E' un po' l'equivalente del foulard fiorato della vecchina, quello classico che ha anche la Befana. Sulle calzature non sto neanche a soffermarmi più di tanto, tanto è chiaro che portano sempre quei due-tre tipi di scarpa. Tipo clarks sfigate, mocassino o rigide tipo legno coi buchini che formano disegni strani per gli uomini; tacco basso e stringhe, superga blu scuro di tela a rete fitta per le donne (una volta mia madre me ne comprò un paio quando ero piccolo e non glielo perdonerò mai). I più sfigati o sprezzanti direttamente pantofole, o comunque qualcosa che gli assomiglia molto. I più benestanti e attenti alla moda, Mephisto. Che ho notato piacciono molto anche ai preti, non si sa perché.
Poi, gli orari: per quale motivo si alzino tutti alle sette spaccate, come se si trovassero in un'enorme caserma, resta un mistero. Eppure non c'hanno un cazzo da fare tutto il giorno, ma tant'è. Sarà che vanno a letto molto presto -di solito subito dopo avere visto Pupo con le sue scatole di merda- ma fatto sta che gli prende l'abbiocco facile... Tant'è vero che uno degli atteggiamenti più tipici è il dormire in ogni dove: a messa, al bar, dal panettiere, dalla callista, a tavola, sul cesso, sugli autoscontri. Ovunque l'anziano può d'improvviso appassire, chinare il capo di lato o all'indetro e iniziare a ronfare beato. Tanto che spesso uno può pensare siano morti, se non russano. Eppure i dottori ci dicono che hanno meno bisogno di sonno... ma dove?
Compassione, ovvero "il finale triste". Come si fa a non provare un po' di compassione per certi anziani? Gli adulti, infami bastardi, spesso li parcheggiano in attesa di seppellirli e prendergli i soldi, se ancora ne hanno, in ospizi-lager, oppure li sopportano bestemmiandogli dietro, che tanto magari non ci sentono più bene. I bambini (che in realtà sono quelli che li amano di più e spesso li tengono in vita) li obbligano a farsi il culo quando finalmente potrebbero riposare e farsi un po' i cazzi loro. Quelli che han tempo da perdere ne scrivono cazzate sui loro stupidi blog. Per la società sono un peso, perché molto costosi e improduttivi. Poi, anche quelli che stanno meglio, tutti inevitabilmente hanno i loro acciacchi, dovuti all'età. Quello che non ci vede più una sega e si mette tra paia d'occhiali uno sopra l'altro, quello sordo come una campana che fa sempre figure di merda (tipo scorreggiare e credere di non venire sentito) e sembra idiota anche se è ancora lucido, quello zoppo che impiega un quarto d'ora ad attraversare il corridoio di casa sua per andare al cesso, quello con la prostata a cui viene il chiodo fisso della figa (o anche del cazzo), quello imbarcato da Fede che diventa berlusconiano. Non dev'essere semplice sopravvivere, così.
Eppure alle volte li vedi, quelli più tranquilli, saggi, sereni, che ancora vorrebbero fare cose (tipo ballare, tutte le vecchiette vorrebbero farlo), vorrebbero capire, vorrebbero insegnarti qualcosa ed essere ascoltati nei loro racconti, che non sempre sono noiosi, anzi. Ci sono vecchietti adorabili, che preferisco un milione di volte al coetaneo medio, e coi quali dialogo anche molto meglio. Solo che mi fanno una pena infinita... mi metto al loro posto e penso che bisogna avere le palle quadrate per riuscire ancora a vivere decentemente, magari con quattro soldi, quando l'unica prospettiva che hai è ammalarti e morire presto fra mille sofferenze. Mi fanno quasi tanta pena quanto quei bambini che non hanno la fortuna di avere due nonni come quelli che ho avuto io.