torna alla pagina iniziale

 CONTATTI

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

cazzillo

 ULTIMI COMMENTI

kameilkane in Fantamorto: le regol...

 IL POST DELLE LIBERTA'

Spazio cazzeggio: saluti finti, spazzatura, estemporaneità, cagate, proteste, petizioni. Abbandona qui le tue comunicazioni più moleste.

 ARCHIVIO

oggi
settembre 2007
agosto 2007
febbraio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005

 FEEDS(?)

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Posso entrare

Genoa 1893

 PALMARES

I blog di merda

Germano Mosconi Presidente

 ACCESSI

visitato da Aqualung *loading* volte

Free counter

in copertina: C.I.P.P.
Campionate Italiani Parole Prestigioso
 
lunedì, 09 gennaio 2006
Cantautori eletta schiera
Più o meno da quando avevo 18 anni sono appassionato di cantautori. Prima ascoltavo per lo più metal e punk ma, col sopraggiungere della maggiore età, sono all'improvviso diventato pacato e riflessivo, sinistrorso e malinconico. E così mi sono fatto una discreta cultura in questo campo... o meglio, ho conosciuto e potuto apprezzare buona parte degli artisti italiani che comunemente vengono definiti in questo modo.
Ho quindi scoperto che "le parole sono importanti". Anzi, qualche cantautore mi ha condizionato fortemente, e infilato in testa nuove idee. Idee o concetti che magari non erano per niente nuove in assoluto, ma lo erano per me.
Da qui l'idea (del cazzo) di scrivere qui sopra un piccolo riassunto, una breve guida informale e molto schematica, sui cantautori. Tutti quelli che mi vengono in mente. Più che altro vorrei scrivere cosa ne penso di ognuno di loro, qualche riga, più che parlare dei dischi o delle loro canzoni. Giudicarli, dargli voti, con la consueta presunzione. Magari può essere un bell'argomento, magari mi potete segnalare qualche artista che ancora non conosco o suggerire cosa merita d'essere approfondito.
Ovviamente sarei curioso di conoscere i vostri gusti, nonché desideroso di venire cazziato, smentito e ripreso.

Franco Battiato: musicalmente è forse il più preparato in assoluto. Grande sperimentatore, estremamente aperto all'uso di nuovi strumenti, amante dell'elettronica. Da giovane ha scritto album progressive deliranti e di difficile ascolto, e se guardate le foto dell'epoca capirete perché: chiaramente era un drogato. Battiato si distingue per testi ermetici, a volte incomprensibili, a volte, secondo me, che non vogliono dire un cazzo. Ci sballa ad ostentare cultura e mescolare lingue diverse. Per certi versi è un po' il Nanni Moretti dei cantautori: a volte cattivo e nevrotico, si scaglia contro la stupidità e i comportamenti della gente, che per lo più non sopporta. Forse non a caso le sue canzoni sono state spesso utilizzate nei film di Nanni. Appare lunatico, con le sue fisse, innamorato dell'oriente e dei dotti riferimenti classici e mitologici, che spesso non colgo e non comprendo. Non ha mai avuto grosse cadute di stile dal punto di vista qualitativo. Forse solo coi vari Fleurs ci aveva un pochino rotto i coglioni... Trovo però che un disco recente, di qualche anno fa, Gommalacca, sia un grande esempio di come si possa essere a sessant'anni molto più moderni e innovativi di tanti giovinastri che non sanno fare altro che copiare e ripetere cose già fatte. Probabilmente è il miglior musicista italiano vivente. Forse un po' troppo radical chic e intellettuale per essere il mio preferito, ma merita rispetto massimo. E' un genio, ma ha una brutta voce e quasi non sa cantare.
Testi voto 7 - musiche voto 8 - voce voto 5.

Pierangelo Bertoli: incazzato paraplegico, bevitore e fumatore, famoso ai più per la comparsata sanremese insieme coi Tazenda (la piacevole Spunta la luna dal monte), era probabilmente il più rabbioso e litigioso fra i cantautori, oltre che il più infervorato politicamente. Non è dato da sapersi se questa sua proverbiale incazzatura gli derivasse dalla sfortunata condizione di handicappato. Conosco i suoi album più vecchi, che trovo molto sinceri, genuini, semplici. Un artista ammirevole e coerente, onestamente rosso, assolutamente degno di stima. Un testardo che amava affrontare la vita e le persone "a muso duro" e che probabilmente per questo è restato un po' ai margini del mondo della musica italiana. Musicalmente, pur non eccellendo, non ha niente da invidiare ad alcuni suoi colleghi ben più famosi, anche se trovo una certa somiglianza con la leggendaria ripetitività gucciniana. Ma forse non conosco abbastanza la sua discografia per poterlo dire. Proprio col modenese tuttavia ha le maggiori affinità, sia nelle musiche che nei testi. Epiche le canzoni "Pescatore" (cantata in coppia con una sempre grande Fiorella Mannoia) e l'ecologista "Eppure soffia". Ha composto diverse canzoni in dialetto. Anche lui non ha una gran voce. Mi è molto simpatico e lo sto approfondendo recentemente.
Testi voto 7,5 - musiche voto 7 - voce voto 5.

Angelo Branduardi: lo conosco molto poco, e forse sarebbe meglio che non ne scrivessi nulla. Però Branduardi è simpatico, brutto come la morte, sembra un personaggio modesto e sinceramente eccentrico. E lo voglio citare anche per vedere se qualcuno di voi ha per caso qualcosa da dire su di lui. La sua peculiarità più evidente è la buffa capigliatura, che il buon Angelo ha evidentemente copiato da Napo Orsocapo. Le sue canzoni che conosco, non più di dieci, sono tutte molto belle, delicate, originali. Tanto che mi sto chiedendo perché non ho mai scaricato altre sue opere. L'intento del Branduardi che ho potuto conoscere sembra essere, sia nelle musiche che nei testi, quello di ricreare atmosfere magiche, fuori dal tempo, talvolta vere e proprie fiabe musicate, come nel caso della famosa Alla fiera dell'est, che insieme con Cogli la prima mela rappresenta il suo maggiore successo. Sospetto che sia anche un bravo musicista, e credo suoni il violino. Ricordo anche la bellissima colonna sonora che scrisse per lo sceneggiato televisivo State buoni se potete (nel quale lui faceva anche una parte) che vidi da bambino e mi piacque molto... Vanità di vanità era il pezzaccio. Ora purtroppo non saprei neppure dire di cosa parlasse. Gli arrangiamenti delle canzoni di Branduardi ricordano le musiche medievali sia per gli strumenti utilizzati, sia per le melodie.
Indubbiamente un artista classoso e originale, che non credo abbia mai avuto grosse cadute di stile, senza dubbio meritevole di approfondimento.
Testi voto 6,5 - musiche voto 7 - voce voto 5,5.

Piero Ciampi: padre dei cantautori, poeta, artista realmente geniale caratterizzato da un'enorme sensibilità ed una coerenza difficilmente riscontrabili in altri suoi "colleghi" oltre che da un tasso alcolico ineguagliabile. E' il mio pallino, nonostante una discografia non ricchissima e spesso piuttosto difficile sia dal punto di vista musicale sia da quello testuale. Ha una voce impastata, strana, sgraziata, da ubriaco, e in molte registrazioni appare quasi stonato. Ma è una voce unica, che non lascia mai indifferenti. Le sue canzoni si distinguono per una fortissima componente autobiografica e intimista; sono spesso pregne di disperazione e di malinconia, di rabbia e feroce sarcasmo. Piero parla quasi sempre di sé, della sua sofferenza, dei suoi amori e dell'incapacità di "conservarli". Personaggio unico, Ciampi, era in perenne contrasto col mondo intero, ed ha vissuto da artista incapace di scendere a compromessi: è il maestro del "vaffanculo" e celebri sono le sue rare esibizioni dal vivo che spesso finivano in rissa, data la sua tendenza ad incazzarsi col pubblico e ad insultarlo, ad inveire contro tutto e tutti. Qualcuno l'ha paragonato a Syd Barrett e c'è, fra i suoi estimatori, chi lo mette sullo stesso piano dei grandi della poesia moderna, subito dietro a Montale ed in compagnia di Pasolini, Caproni ecc. ecc. Su questo ho difficoltà ad esprimere un parere, ma di certo posso dire che alcune sue poesie, almeno quelle che sono riuscito (credo e spero) a capire, sono di una profondità e d'una genialità indiscutibili, con intuizioni folgoranti.
Non mi dilungo oltre perché avevo già scritto su di lui in questo post, che contiene anche collegamenti utili ad eventuali approfondimenti.
Testi voto 8 - musiche voto 7,5 - voce voto 7,5.

Lucio Dalla: brutto uomo, cantautore omosessuale e dotato di un folto pelo, dall'aspetto scimmiesco, è oggi un noto intrallazzone, produttore discografico e talent-scout. All'inizio della sua carriera, nei primi anni settanta, sfoderò alcuni album molto interessanti, originalissimi ed innovativi sia per i testi che per la musica, salvo poi peggiorare costantemente a partire dagli anni 80 fino ridursi negli anni 90 a produrre alcune notevoli cazzate. Nel suo periodo d'oro, culminato con la collaborazione con Francesco De Gregori, compose canzoni anche bellissime e che ottennero ottimi successi, come le celebri Piazza Grande, Disperato erotico stomp, 4 marzo 1943 e Nuvolari. Agli albori si pose come artista estremamente anticonformista e sperimentatore in grado di produrre veri e propri colpi di genio, ma subito non piacque a nessuno. E così col passare del tempo è diventato uno dei cantautori "venduti" al successo e ad al consenso popolare, come testimoniano la sua più recente produzione discografica e l'economicamente produttiva collaborazione con Gianni Morandi. Questo fa rabbia, e dunque mi sta anche un pochino sul cazzo.
Testi voto 6,5 - musiche voto 6,5 - voce voto 6.

Fabrizio De André: nasce da una aristocratica famiglia genovese/piemontese e da giovane frequenta, oltre a vicoli e osterie, la combriccola degli artisti che girava per Genova negli anni Sessanta (e Settanta). E' tifoso genoano e lo si nota spesso allo stadio di Marassi. Ama la musica, la poesia, le letteratura, la vita notturna, le sigarette e l'alcol. E' uomo di grande cultura, si dice che leggesse un libro al giorno. Scrive canzoni stupende e ben presto una di queste lo porta al successo. La struggente Canzone di Marinella, interpretata da Mina, balza infatti in vetta alle classifiche. De André però è timido, non si vuole esibire dal vivo, e così per molti anni si limita ad incidere ottimi dischi, sempre molto curati e di grande qualità sia nei testi, spesso ispirati dagli autori francesi, sia nelle musiche, per le quali il cantautore si fa aiutare da validi collaboratori. In realtà De André, benché suonasse bene (senza essere certamente un virtuoso) la chitarra, pare che abbia scritto le musiche di ben poche delle sue canzoni. Gli va comunque riconosciuto un grande gusto musicale ed una sapientissima abilità nello scegliersi gli arrangiatori, dal momento che musicalmente i suoi album sono tutti molto belli, dal primo all'ultimo, pur cambiando costantemente e tenendosi sempre al passo coi tempi. Dal punto di vista testuale poi, De André diviene ben presto il maestro, il modello irraggiungibile. Fin da subito le sue composizioni appaiono stilisticamente perfette, dense di contenuti e talvolta anche di un notevole senso poetico. Fabrizio non ha esitazioni e già dalle sue prime composizioni sceglie di parlare di personaggi ai marigini, degli sconfitti, di morte e sentimenti, ma in maniera diversa da quella che si usava all'epoca. Politicamente si definisce "anarchico individualista". E' il primo in Italia a pubblicare un "concept album" ovvero Tutti morimmo a stento, che ha anche il merito di affrontare tra l'altro, con notevole anticipo sui tempi, il tema della droga. E' anche uno dei pochi casi in cui qualità e successo sono andati a braccetto. De André, ad eccezione forse dei primissimi dischi, ad ogni uscita vola in cima alle classifiche, ed è al contempo amato e premiatissimo dalla critica. La sua voce è, per il mio gusto, la migliore in assoluto nella musica leggera italiana. Ha vissuto a cavallo tra Genova, la Sardegna (dove s'era fatto costruire una grande azienda agricola) e Milano. Ha collaborato con De Gregori, Fossati e Mina, e si è esibito dal vivo con la Premiata Forneria Marconi: di questo connubio artistico ci è data testimonianza da due ottimi album dal vivo, nei quali le canzoni di Fabrizio vengono riarrangiate in chiave rock. E' stato vittima di un rapimento insieme con la moglie Dori Ghezzi, ed è morto l'11 gennaio 1999 per cancro.
Testi voto 8,5 - musiche voto 8,5 - voce voto 9.

Rino Gaetano: un cantautore sicuramente molto diverso dai suoi colleghi. Calabrese, di umili origini e col suo bel diploma da Geometra (alla faccia di Andrea Pazienza), Rino è emigrato da bambino a Roma con la sua famiglia e qui inizia a scrivere le sue canzoni e a sviluppare l'intenzione di divenire un cantautore, di incidere dischi, di diventare un professionista della canzone. La voce, piuttosto sgraziata, non lo aiuta, e pare avesse anche problemi di intonazione tali da fare dubitare diversi discografici sulle sue reali possibilità di fare quel mestiere. Il ragazzo però è sfrontato, coraggioso, cazzuto e ha talento. Riesce ad incidere dischi di un certo successo e a ritagliarsi un suo spazio. Diventa una specie di scheggia impazzita della musica leggera italiana. I suoi testi, lontani da quelli pieni di tristezza e malinconia degli altri cantautori, sono spesso comici, buffi, a volte senza senso e basati su giochi di parole. Rino era un personaggio sinceramente originale, una persona estroversa che amava la vita e divertirsi, ma sapeva riflettere con grande lucidità sull'Italia in cui viveva, mettendo spesso con le sue canzoni alla berlina politici e personaggi famosi. Dopo i primi album, e l'apparizione sanremese con Gianna, ha avuto una specie di crisi interiore e creativa. I suoi ultimi lavori, anche se comunque buoni e con grandi canzoni, evidenziano un po' questa sua difficoltà. E' morto il 2 giugno 1981 a causa di un incidente atuomobilistico, dopo che cinque ospedali ne rifiutarono il ricovero; quindici giorni dopo avrebbe dovuto sposarsi. Se n'andato così il meno paraculato ed il più divertente dei cantautori italiani.
Testi voto 7 - musiche voto 7,5 - voce voto 6,5.

Francesco De Gregori: dichiara di avere cominciato a scrivere canzoni grazie alla passione per Fabrizio De André. I punti di contatto col maestro, in effetti, non mancano, anche se il buon Francesco secondo me non è riuscito, a differenza di De André, a mantanere costante il livello qualitativo dei suoi dischi col passare del tempo. Se infatti non si può dire che abbia "sbragato", come molti suoi colleghi, è certo che le sue canzoni più belle le ha scritte negli anni passati. Nonostante questo continua a sfornare album che fanno la loro discreta figura. I suoi primi lavori contengono però vere e proprie perle, classici intramontabili della canzone italiana. Anche lui ama principalmente raccontare storie, ma lo fa con uno stile piuttosto personale; a differenza di altri, De Gregori predilige testi un poco più ermetici, meno lineari, che spesso non risultano propriamente immediati e si prestano e differenti interpretazioni (e fraintendimenti). Abilissimo nel trovare immagini delicate e spesso suggestive, per il mio gusto risulta talvolta un po' troppo sdolcinato, ma forse per questo molto spesso piace al pubblico femminile, innegabilmente più romantico e, forse, sensibile. Col maestro De André vanta una prestigiosa collaborazione, l'album Volume 8 del quale firma insieme a Fabrizio ben 5 canzoni. Il disco, scritto in Sardegna presso l'azienda agricola del cantautore genovese, risulta molto influenzato dallo stile di De Gregori, tanto che sembra quasi più un album suo. A dire il vero, non è propriamente fra i miei preferiti nella discografia deandreiana, nonostante come tutti sia di ottima qualità. Ha collaborato anche con Lucio Dalla, con buoni risultati. Musicalmente le sue opere risultano sempre piuttosto curate anche quando gli arrangiamenti sono meno invadenti, e c'è una maggiore varietà stilistica rispetto, ad esempio, ad un Guccini, molto affezionato ai suoi dischi "voce e chitarra". Gli ultimi album di De Gregori virano un po' verso il rock, risultando gradevoli anche se non all'altezza dei fasti passati.
Testi voto 7,5 - musiche voto 7,5 - voce voto 6,5.

Max Gazzé: ottimo bassista e persona a me personalmente molto simpatica. Un po' frikkettone, un po' sornione, un po' timido, schivo ma molto intelligente e decisamente bravo in fase compositiva. Max a mio parere è, insieme col suo amico Daniele Silvestri col quale ha lavorato a lungo, l'unica vera novità interessante in ambito di cantautori italiani... anche se parlare di novità quando si tratta di artisti che sono alla ribalta ormai da parecchi anni può sembrare anche una cazzata. Il fatto è che gli altri musicisti di cui si è parlato hanno quasi tutti dato il meglio di sé trent'anni fa, per cui al loro cospetto questo appare come un cantautore sicuramente nuovo. Basta ascoltare le sue canzoni per comprendere quanto musicalmente si sia distanti dal suono "voce-chitarra". Gazzé si distingue infatti per un sapiente uso dell'elettronica e delle tastiere, sfoggiando un approccio alla canzone più da musicista che non da paroliere, al contrario di molti suoi colleghi. Per certi versi mi ricorda un po' il Battiato più divertente e pop. I suoi brani sono spesso veloci, allegri e sostenuti da una base ritmica a volte trascinante, nella quale il basso ha quasi sempre, ovviamente, un ruolo di primo piano. E' musica piuttosto facile da ascoltare, nel senso più positivo possibile: canzoni dalle melodie orecchiabili e spesso molto gradevoli, ottimamente arrangiate, che rimangono in testa senza però risultare quasi mai scontate o, peggio, stupide. Non si tratta comunque di una macchina spara-canzonette, quando il buon Max lo vuole è in grado di proporre anche ballate dolci e malinconiche. Per i testi, caratterizzati da una pungente ironia, Gazzé si affida molto spesso al fratello, poeta capace di scrivere versi intelligenti che talvolta riescono anche a fare riflettere senza scassarci le palle con sofisticati ermetismi. Un plauso a questo bravo musicista che potrebbe piacere anche a chi predilige ascolti più rock e non ama troppo i cantautori. Chi non lo conosce dovrebbe porre rimedio.
Testi voto 7 - musiche voto 7,5 - voce voto 6.

Francesco Guccini: cantautore per definizione, uomo di cultura, scrittore, tabagista e bevitore. Anche lui poco propenso ad apparire, ai grandi palcoscenici, ma sicuramente dotato di grande umanità. Guccini incarna per due generazioni l'immagine dell'artista di sinistra e le sue canzoni sono ormai diventate classici intramontabili, talvolta inni, vere e proprie colonne sonore di anni ormai passati come le idee favolose che portarono con loro. Difficilmente si resta indefferenti all'ascolto dei suoi brani: o lo si ama o lo si odia, in questo caso credo che la frase fatta si possa utilizzare. Piace a molti ma sono in tanti anche i suoi detrattori, e talvolta li troviamo, a sorpresa, tra quello che dovrebbe essere naturalmente il suo pubblico. Il barbuto modenese ha tutta una sua concezione della canzone e forse dell'arte, che io apprezzo molto, se l'ho capita: è diretto, scrive semplice, non ama i ricami e dà l'impressione di volere veramente arrivare a tutti, e quindi anche alle persone meno culturalmente preparate. Forse così facendo non si avranno mai gli elogi dei critici più raffinati, esigenti e rompicazzo, ma di certo si giunge più facilmente al cuore ed alla mente delle persone. La sua voce è inconfondibile, per il mio gusto bella ma non fantastica. I suoi testi, nella loro sopracitata semplicità, sono spesso profondamente emozionanti e ricchi di immagini emozionanti, davvero azzeccate e di grande effetto, anche se talvolta ho avuto l'impressione che il buon Francesco volesse andare a ricercare a tutti i costi la tristezza e la malinconia, scrivendo e calcando forse un po' la mano su determinati temi. Ma io credo che Guccini sia proprio così, che gli venga naturale e non ci sia malizia da parte sua, mi pare un artista sincero e coerente. O almeno molto più coerente di tanti altri. Musicalmente, nonostante siano molte le sue canzoni che trovo decisamente belle, è difficile che si gridi al miracolo ascoltandolo. Anche qui si ha l'impressione di grande linearità e immediatezza, non è certo un musicista sperimentatore, tant'è vero che il primo brano che ho imparato a strimpellare con la chitarra è sua (Canzone per un'amica) e non di De André che tutto sommato gli preferivo e preferisco tutt'ora. Ma è troppo diverso l'approccio di questi due maestri alla canzone, spesso messi a confronto, e se ne potrebbero trarre conclusioni ingenerose e probabilmente ingiuste. Tra l'altro, probabilmente, a Guccini De André non era simpaticissimo ("Marinella non c'era, fa la vita in balera, ed ha altro per la testa a cui pensare" recitava nella celebre canzone Via Paolo Fabbri 43). Ad eccezione dell'album L'isola non trovata del 1970, che mi pare decisamente influenzato dalle sonorità rock progressive in voga in quel periodo, Guccini resterà legato per quasi tutta la sua carriera a soluzioni musicali molto pulite, con arrangiamenti spesso anche minimali, nelle quali il suo vocione prende volentieri il sopravvento. E probabilmente è giusto così.
Testi voto 8 - musiche voto 6,5 - voce voto 6,5.

continua con:

Giorgio Gaber
Ivan Graziani
Vasco Rossi
Daniele Silvestri

idiozia partorita da: Aqualung alle 16:28 | link | commenti (75) |
musiche


Commenti
#1   09 Gennaio 2006 - 16:43
 
Mi sembra di leggere le digressioni che,spesso e volentieri,mio Fratello mi propina sui suoi "beniamini" della musica italiana che io,dal mio ignorate cantuccio,detesto ma tollero e rispetto,più o meno in silenzio.

Cazzo,parli/scrivi veramente come lui..mi inquieta..

:D
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SMveramich

#2   09 Gennaio 2006 - 16:58
 
Tuo fratello dev'essere una personcina come si deve :)
Spero abbia più di 16 anni, altrimenti non sarebbe un gran complimento il tuo :D
Come mai detesti sentire parlare di musica e musicisti??? :o
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#3   09 Gennaio 2006 - 17:18
 
Tranquillo,il tipo in questione è un trentenne che difficilmente si comporta da tale(purtroppo o per fortuna).
No,non detesto sentir parlare di musica e musicisti,ma io da quasi diciannovenne quale sono sono ancora nel mio periodo post-punk e i cantautori li tollero poco.
Guccini specialmente,lo avessi tra le mani adesso lo infilerei :P
Lui da buon fratello (molto)maggiore cerca di portarmi sulla sua via,retta o meno che sia,anche se poi viene "miseramente" beccato con le canzoni dei Tool nell'ipod,per me una piccola "vittoria".
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SMveramich

#4   09 Gennaio 2006 - 17:28
 
Uhmmm... ma pare che i Tool siano bravi. A me risultano pesanti, sinceramente... però non mi sembrano proprio da giovincelli, come tipo di ascolto.
Guccini capisco bene che possa stare sui coglioni... magari quella voce un po' così... però a sentire pezzacci come l'avvelenata o la locomotiva dovrebbe esserci da esaltarsi a 19 anni. A meno che non si odii la sinistra e tutto quello che è di sinistra, perché chiaramente la politica c'entra... Alla tua età di solito ci si inizia a fare un'idea.
Cmq pure io sono un quasi trentenne infantile (che tollera poco il post-punk), e non posso fare altro che consigliarti di dare ascolto alle dritte del fratello maggiore :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#5   09 Gennaio 2006 - 17:35
 
Odio il povero Francesco perchè è di una tristezza incommensurabile,dopo aver ascoltato "Venezia" (si chiama Venezia?insomma quella della tizia gravida..Venezia affonda ecc..)ero sul punto di buttarmi dalla terrazza,tanto la depressione si era impossessata del mio giovane corpo.
i Tool li adoro,adoro soprattutto il loro estremo cinismo.
La politica c'entra è palese,ma non è ciò che mi allontana da certi cantautori,anche perchè se avessi tendenze destriste a quest'ora mio padre mi avrebbe diseredato,internato,mutilato se non proprio eliminato!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SMveramich

#6   09 Gennaio 2006 - 17:50
 
Il bello del cantautore è proprio la tristezza! Sono tutti tristi, chi più chi meno... Solo Rino Gaetano lo è un po' meno spesso.
Venezia mi piace molto, ma non quanto Autogrill. Guccini forse esagera, va un po' sul patetico... pezzi come "il pensionato" sembrano fatti apposta per rattristare l'ascoltatore. E comunque mi piacciono. La mia preferita di Guccini è "canzone quasi d'amore"... ovviamente tristissima...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#7   09 Gennaio 2006 - 17:51
 
Ovvio e scontato,ma La Voce Del Padrone è un album mostruoso....

sopralapanzalacapracampa
utente anonimo

#8   09 Gennaio 2006 - 18:03
 
Eh si, è galattico!
Battiato in effetti non è da annovare tra quelli troppo tristi, non ci avevo pensato. Bertoli già un pochino di più...
Ma i Supertristi sono Guccini - Tenco - De André.
Battiato è uno che dovrebbe piacere a tutti, perché fuori dai canoni del "solito" cantautore musicalmente moscio, che basa tutto su voce e chitarra, avvilito e sinistro...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#9   09 Gennaio 2006 - 19:46
 
puoi parlare prima di vecchioni che di rossi, che se di questo ne parli in termini estusiatici poi non ti leggo più? -.-
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dottorcere

#10   09 Gennaio 2006 - 20:20
 
fino alle parole "ma lo erano per me" hai scritto cose che avrei potuto scrivere io.
incredibile

ps. se mi paghi mi iscrivo anche io al blog

muk
utente anonimo

#11   09 Gennaio 2006 - 20:36
 
x dottorcere: non parlerò in termini entusiastici di tutti, non temere... Intendo andare in ordine alfabetico, ma ti garantisco al limone che Vecchioni è uno di quelli che più mi sta sui coglioni fra i menzionati. Spero di averti tranquillizzato :)

x muk: benvenuto! Sarei curioso di sapere se condividi anche i commentini sui vari artisti...
Prima di iscriverti al blog ti dovresti però registrare a Splinder. Che, ricordiamolo, poi mi manda dei soldi. Comunque sentiamo il prezzo, sotto l'euro ci si può ragionare :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#12   09 Gennaio 2006 - 21:55
 
a me guccini piace, è triste, già, ma non sempre, a me piacciono anche i pezzi incazzati (l'avvelenata, dalla quale hai colto il titolo del post, o cirano, per fare un esempio) ma arriveremo a scannarci su di lui più avanti...
Battiato un grandissimo
I cantautori sono come il calcio, ogniuno è tifoso del proprio, lo difende a spada tratta, e poi ci sono quelli che non li sopportano per partito preso...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Dedee

#13   09 Gennaio 2006 - 22:13
 
Se non sbaglio c'è anche una canzone molto buffa di Guccini, nella quale lui fa Dio o qualcosa del genere...
Tipico di questi cantautori tristi, ogni tanto ne fanno una allegra perché non si dica che sono deprimenti :)
Io fino a poco fa ero un ultrà di De André. Oggi continua ad essere il prediletto ma quasi a parimerito con altri che svelerò (creo suspence!).
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#14   09 Gennaio 2006 - 23:46
 
guccini porta sfiga, ma solo su cassetta.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente hubrys

#15   10 Gennaio 2006 - 00:21
 
Bertoli mi piace tantissimo, è uno dei pochi che riesce a commuovermi..
Peraltro io adoro i cantautori, che ho cominciato a seguire (in primis De Gregori) quando avevo sui 9/10 anni...una passione che mi ha trasmesso mio padre, che tra l'altro sa recensire ogni brano con tre/quattro frasi sempre significative.
Di Stefano Rosso, che hai citato, mi fa venire la pelle d'oca "Letto 26"..."Via della Scala è sempre là, e io dal letto 26, io chiudo gli occhi e penso a te, ti sento e invece non ci sei..."
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente randombaby

#16   10 Gennaio 2006 - 09:20
 
c'é tutto un album di Guccini ironico "opera buffa" del 1973 (grande anno...) e il pezzo che dici tu é "la genesi"

De
utente anonimo

#17   10 Gennaio 2006 - 10:14
 
x randombaby: bene bene, un'ammiratrice del buon Pierangelo... E' vero, alle volte risulta anche commovente, e soprattutto senza essere patetico.
Ma "letto 26" parla di un tizio che è malato e costretto in un letto d'ospadale?

x Dedee: si si si, era proprio quello! E' brillantissimo Guccini lì!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#18   10 Gennaio 2006 - 10:38
 
guccini è il numero uno... è terapeutico ma come ogni medicina che si rispetti va preso a piccole dosi e sempre in periodi particolari (nella fase che precede la depressione, altrimenti si rischia di precipitarci che quando te ne accorgi è troppo tardi!)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente avvelenata78

#19   10 Gennaio 2006 - 10:47
 
Io ti amo..l'avevo già detto??
questo post è fantastico e aspetto con ansia le prossime puntate..
ho letto il primo commento,la tua risposta,e i successivi..e ho un pò rabbrividito..ma come si fa a pensare che sia triste??oddio è triste..ma non ci si rende conto delle metafore che usa??dell'italiano perfetto e tante altre cose??bò..
comunque Autogrill è una delle mie preferite in assoluto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pagliaccetto

#20   10 Gennaio 2006 - 10:48
 
Grazie per avermi linkato..blog cinofilo...mi fai troppo ridere..
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pagliaccetto

#21   10 Gennaio 2006 - 11:25
 
x avvelenata: sono assolutamente d'accordo. Se si esagera si rischia di averne poi un rifiuto... è un ascolto che inevitabilmente stanca. A piccoli dosi invece è ottimo.

x pagliaccetto: ehi, la fidanzata legge!! :) Cmq... triste lo è spesso, quello non si può negare... Certo che, come dici tu, c'è molto altro da apprezzare. Dipende un po' dalla sensibilità delle persone sai... magari certe canzoni a te toccano corde che ad altri non toccano. L'italiano perfetto secondo me è il minimo... cioè... tutti i cantautori sanno perfettamente la lingua, ci mancherebbe! Poi ci sono quelli più bravi e quelli meno. E come maneggiatore di parole credo che il migliore sia De André, il suo stile compositivo è semplicemente perfetto, mentre Guccini secondo me ci da molto più giù. Per link prego... nota che ho tentato di evitare ogni riferimento ai titoli delle canzoni degli afterhours... ;-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#22   10 Gennaio 2006 - 11:36
 
AAAAHHHHH AAAAAAHHHHHHH !!!!!!!
Aqualung, ho rivisto la tua lista, ho fatto anche un CTRL+F per essere sicuro, ma come, belin, proprio Paolo Conte ti vai a dimenticare???? Dico, belin, PAOLO CONTE !
ma vanni a cagâ ! ;-)

De
utente anonimo

#23   10 Gennaio 2006 - 11:47
 
:(((

Ma porca puttana! Mica posso conoscerli tutti... Non è che non apprezzi Conte, ma non l'ho mai approfondito un po'... Conosco i successi, ma non saprei cosa scriverne... E scusa :(
Se noti ne mancano altri anche importanti, tipo Fossati, Paoli, Bennato, Endrigo...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#24   10 Gennaio 2006 - 11:59
 
no no..il ti amo era così..per dire che mi piace il post!!tranquilla fidanzata di Aqua..
hai ragione,tanto che il primo cantautore che ho conosciuto è stato de Andrè,ma a 3anni non lo apprezzi come si deve..poi verso i 16 apprezzavo tanto tanto Guccini per le sue canzoni politiche..locomotiva..eccetera.
crescendo ho ri-conosciuto e apprezzato de Andrè..che ora ho eletto a mio preferito.Tanto per dire la differente levatura dei due..almeno secondo me.
Difatti uno dei miei più grandi crucci è non aver mai visto un concerto di Fabrizio..
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pagliaccetto

#25   10 Gennaio 2006 - 12:16
 
x pagliaccetto: io l'ho apprezzato a 18 anni, prima non me lo cagavo. Poi sono proprio diventato maniaco! E ho avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto, almeno non ho questo rimpianto... purtroppo stava già di merda, lo trovai veramente provato come aspetto. Sono stato anche al suo funerale, davvero un bel ricordo, anche se triste...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#26   10 Gennaio 2006 - 12:19
 
:°(
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pagliaccetto

#27   10 Gennaio 2006 - 13:25
 
io ho visto 2 suoi concerti, uno al Palasport e l'altro a teatro (entrambi a zena). Al concerto tributo ero fuori a bestemmiare contro quel belinone di celentano...

De
utente anonimo

#28   10 Gennaio 2006 - 13:41
 
Ecco De, io ero al Palasport (tour di Anime Salve) e mi ricordo che c'erano i cagnacci antidroga all'ingresso :(((
Ero in un posto tanto distante che Fabrizio lo vedevo alto 1 cm... Poi alla fine siamo andati sotto il palco, quando hanno aperto alla plebe...
Al tributo in piazza anche io insultavo tantissimo quella merdaccia di Celentano.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#29   10 Gennaio 2006 - 14:26
 
Stefano Rosso mi manca...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ozilane

#30   11 Gennaio 2006 - 13:59
 
Rosso è un grande.
Ho aggiunto il commentino su Branduardi.

Oggi è l'anniversario della morte di Fabrizio De André. Credo che sarebbe stato in qualche modo contento di sapere che quel poveraccio che ha tenuto la madre morta in casa per anni, ha scritto su un muro, fra le tante cose, che al suo funerale avrebbe voluto Creuza de ma.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#31   11 Gennaio 2006 - 14:33
 
giá 11 Gennaio, anche il compleanno di mia nipote

De
utente anonimo

#32   12 Gennaio 2006 - 10:00
 
Ieri a Feltrinelli ho ascoltato un Cd di Piero CIampi. Ti dirò, sarà che non puoi scoltare tutta la canzone, ma non mi è piaciuto.
Quel pezzo, qualcosa tipo Andare camminare lavorare, credo, poi, mi sapeva del coro dell' antoniano.
Non so, ma tornerò e gli darò un' altra possibilità.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ozilane

#33   12 Gennaio 2006 - 10:41
 
Devi entrare nel personaggio...
Comunque se non ti piace "Andare camminare lavorare" mi sa che fa per te, è una di quelle belle.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Aqualung

#34   13 Gennaio 2006 - 01:22
 
grande bertoli.
senz'altro da approfondire. soprattutto per chi pensa di conoscerlo avendo sentito 2 o 3 canzoni pensando di essersi messi a posto la coscienza. va conosciuto, senza ipocrisie che possono valer bene per altri cantautori.
è molto famoso anche per le barzellette ma questa è un'altra storia.
incazzatissimo con tutti, odia tutti e, soprattutto è odiato da tutti, é quindi, sicuramente, il piu sincero.
voglio comunque riportare una citazione da un suo commento durante un suo concerto: "i tossici sono delle merde perche se la sono cercata, gli handicappati no." non molto condivisibile
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente grotta

#35