Attenzione perché questo post è come un biglietto della lotteria. Praticamente ci si potrebbe pure pulire il culo, ma in teoria può valere anche milioni di euro. Parliamo di alta moda. Giovani imprenditori milanesi che mi leggete numerosi, scaccolate bene i vostri occhietti cisposi e ripieni di cupidigia. Avete notato come di punto in bianco dei marchi qualsiasi diventino inspiegabilmente famosi, tipo quello di Bobo Vieri,
Sweet Years, o quella margherita di merda
Guru? E che poi tutti i deficienti si comprano questa rumenta spendendo un sacco di soldi del papà come perfetti imbecilli? E' una cazzata o no?
Allora... io ho qui con me l'idea; il nome di un nuova firma, una griffe che potrebbe e dovrebbe spopolare, se esistesse un Dio. Una trovata che sarei ipocrita a non definire geniale, suprema, fantasmagorica!
Ora io avrei bisogno di disegnare il logo, ma non ci ho voglia e soprattutto sono molto generoso... così vi regalo questa idea fichissima che cambierà le vostre squallide esistenze, se vorrete osare. Potete prendervela e diventare ricchi al posto mio, che tanto a me non interessa. Potete anche, se fate uso di droghe, inventarvi il logo e poi mostrarlo orgogliosi ai vostri superiori o ai vostri professori universitari, e ovviamente andare di corsa a registrare il marchio inculandomi.
Ora tenetevi forte, perché sto per comunicarvi il nome di questa cosa meravigliosa che mi è venuta in mente... La nuova tendenza più estrema, il marchio vincente, il coso che vi farà diventare ricchi da fare schifo altro non è che...
Tanto per essere al passo con le tendenze più idiote e quindi particolarmente nerd, noto che ci sono innovazioni tecnologiche utili ed altre che sono solo immense cazzate. Il telefono cellulare è utile, il videofonino meno... e con la tv poi mi fa proprio cadere le palle. Il mouse ottico è un'enorme miglioria: quelli con la pallina mi si riempivano di merda peggio della lettiera del gatto. La tastiera senza fili, invece, è una cosa senza senso. E come questa ci sono tante altre novità completamente superflue e qualche volta pure dannose.
Mi sono sempre soffermato piuttosto volentieri a guardare le televendite in tv. Ho osservato, a volte divertito, a volte indispettito, molti dei teleimbonitori che negli ultimi venti anni hanno spesso affollato quelle emittenti televisive sgarrupate che sul telecomando finiscono oltre la posizione numero dieci. Si tratta molto spesso di personaggi parecchio buffi, tant'è vero che anche diversi comici li hanno abbondantemente perculati e parodiati; su tutti cito lo stupendo
venditore di quadri di Corrado Guzzanti. Devo dire che, solitamente, si tratta di professionisti piuttosto abili nel loro lavoro.
Va bene, parliamo di Fonzies. Ci sono due nuovi gusti di queste "patatine" (o riccioli di mais cotti al forno non fritti) che da 20 anni sono sempre uguali: buonissime, ma con l'effetto collaterale di impestare la bocca e le mani di una puzza orribile. E' una roba veramente notevole, credo che non riuscirei a limonare neppure con Monica Bellucci se questa avesse da poco mangiato Fonzies... o almeno dovrei procurarmene alla svelta un sacchetto in modo da annullare l'effetto-schifo.
Comunque, i due nuovi gusti sono "hot chili" e "paprika", tanto per cambiare. Non è che siano cattive, sono un po' così, insulse. Ma era difficile eguagliare la bontà formaggiosa e smegmosa dei Fonzies, una missione quasi impossibile. Mi chiedo però se lo scopo di chi produce queste robe è quello di creare un qualcosa di commestibile dalla puzza record. Fonzies al vomito o alla merda potrebbero essere la prossima mossa, forse vincente. A voi non fa un pochino schifo mangiare una cibo tanto puzzone?
Il mio rimbambimento diventa, giorno dopo giorno, sempre più tangibile. L'ultimo di una lunga serie di inquietanti segnali è stato l'improvviso ritorno di fiamma per i succhi di frutta.
Dopo una certa simpatia infantile per queste bevande, avevo infatti perso la passione, sopraffatto da alcool e droga. Non mi soddisfacevano più quei boccettini stitici da appena 15 cl. I tappi colorati con le bandierine degli Stati erano diventati inutili e insignificanti, privi di attrattiva e addirittura ridicoli se paragonati ai tappi di sughero delle bottiglie di vino. Niente era più come prima. E ammetto che per anni ho tradito i succhi di frutta sia con bibite dalla dubbia moralità come Coca Cola, Fanta e Sprite, sia con dozzinali Estathé (capaci di regalare all'istante grandissima acidità di stomaco) che con Lipton Ice Tea, per lo più alla pesca, bevuto solo per potere esclamare orgogliosamente "mmmmh mmmmh, per me, numero uno".
Ebbene, annuncio pubblicamente di essere tornato sui miei passi, di essere ulteriormente regredito. I miei gusti sono tornati ad essere quelli di un bambino di 8 anni; può sembrare una cosa brutta ma in realtà è solo un ritorno sulla retta via. Devo solo risolvere quel dettaglio delle 30 sigarette al giorno, e poi sono a posto. Looza, Pago, Yoga, Del Monte, Pfanner, Valfrutta, Zuegg ecc. ecc. Mi piacciono di tutti i tipi. Pesca, mirtillo, fragola, albicocca e mela i gusti migliori. ACE e multivitaminici varii banditi, li considero merda. Resta solo un dubbio, un pensiero che già mi assillava e che è diventato incubo dopo avere provato personalmente: come cazzo si fa a bere il succo di frutta al pomodoro?
Segnalo una nuova entusiasmante cazzata, che ho conosciuto da poco sotto forma di libercolo a fumetti.
Si tratta dei conigli (o coniglietti) suicidi: buffi disegni che ritraggono simpatici e tenerosi animaletti mentre tentano di togliersi la vita in molte fantasiose maniere. Il tutto è disegnato da un certo Andy Riley, e il volume italiano (purtroppo edito da Mandadori) s'intitola "Il libro dei coniglietti suicidi". Trovata molto furba ma tutto sommato carina e a tratti divertente. Si può tranquillamente evitare di acquistare il libro e sollazzarsi coi disegnini grazie a
questa ed altre pagine dedicate all'argomento.
Eccezionale evento mediatico su ICV! Torniamo nuovamente alle cose serie, si rassegnino i più scanzonati fra i lettori.
Ma prima un breve e doveroso preambolo: in seguito alla ormai inflazionata saggia dichiarazione del Presidente del Consiglio sui coglioni, ho concepito giusto ieri la raffinata iniziativa "IL 9 E 10 APRILE GETTA DEI PELI DI CAZZO NELL'URNA INSIEME CON LA TUA SCHEDA" al fine di rendere più tangibile il passaggio del testicolo sinistrorso all'interno della cabina elettorale. Di qui l'ideona, oggettivamente molto astuta, di vendere peli pubici maschili su Ebay, in modo da rifornire chi non ne avesse disponibilità e sopperire quindi alla grave mancanza. Una cosa fatta per aiutare il prossimo, mica per denaro.
Oggi, mossa da spirito caritatevole e lodevole solidarietà, ha deciso di venirmi in aiuto la celeberrima televenditrice Franka, già famosa per le sue portentose apparizioni sul blog dell'ottima
Aurigafenice. La carismatica imbonitrice televisiva ha subito sposato con grande entusiasmo la causa del pelo di cazzo, trasformandolo con un colpo di genio in
Pelò, prodotto altamente tecnologico e ultimo ritrovato scientifico dal sicuro, enorme, successo commerciale. Essendo in fine un
entusiasta spettatore di ogni genere di vendite e televendite, debbo dire che non posso che essere lieto di ospitare su queste pagine la straripante Franka con la sua irripetibile proposta commerciale... Un bell'applauso!
Grande esclusiva cari telespettatori! Adesso in diretta su Telecazzivostri e poi pure in replica su Telestellecadenti, che oggi a quest'ora gli piacerebbe tanto stare in tivvù pure a Berlusconi! Che ve vendo oggi? Che ve vendo oggi?
Sarà da dieci anni che vorrei comprarmi un pc portatile. E' una cosa, un oggetto, che mi attira più o meno come una Monica Bellucci nuda. E' inutile negare questa fissazione da vero nerd.
Eppure, nonostante di tanto in tanto mi conceda qualche acquisto un po' più costoso del solito, fino ad oggi ho sempre rinunciato per diversi motivi:
1. costano comunque tanto. Per prenderne uno medio (ed evitare poi di pentirsi e non goderselo pensando "però potevo prendere l'altro con ancora soli 100 euro, merda!") ci vogliono più o meno 1000 euro, e non sono una bazzecola.
Sopraffatto dalla pigrizia e dall'ignoranza, dalle cazzate e dalla tivù, ormai non leggo quasi più. Ho letto giusto un libro un mese fa, dopo tantissimo tempo. Una volta ero spesso in treno, avevo tempi morti, ora non ce la faccio più. Lo so che, volendo, il tempo si trova sempre... in realtà probabilmente non ho scuse valide ma io mi assolvo lo stesso, la colpa non è mia. E' per via del lavoro, della società, del capitalismo, del governo, e ho il gomito che mi fa contatto col ginocchio.
Nonostante questa vera e propria crisi, mantengo però alcuni feticismi da lettore. Sarà anche un concetto un po' snob, ma per me ha una certa importanza la consistenza del volume, il tatto, la carta e la qualità della stampa, queste cose qui. Ho tantissimi libri Newton... sia di quelli da mille lire, sia Mammut, sia quelli medii... e sono una tristezza. Tutti gialli, perdon le pagine, la carta pare quella della focaccia... Molti li ho letti e mi sono piaciuti nonostante la confezione, però sono brutti, oggetti brutti. Non so quanto sia giusto che opere di tanto valore vengano pubblicate in edizioni così scadenti, anche se sicuramente è stata ottima l'idea di mettere in commercio questi libri che davvero chiunque poteva permettersi senza alcun sacrificio.
Ho una specie di mia scala di preferenze sulle edizioni, che non tiene in conto la qualità delle traduzioni o dei commenti, ma è riferita solo alla sensazione tattile ed alla impaginazione dei volumi. Sui classici, i Garzanti sono i miei prediletti, con quella bella grafica vecchia che sarà la stessa da quarant'anni e la copertina un po' ruvida. La carta è forse un po' più economica di una volta, ma restano molto belli. I Mondadori rossi anche mi piacciono, ma sono peggiorati con la copertina lucida. I BUR della Rizzoli non male ma meglio gli altri, gli Einaudi anonimi e con carta troppo leggera. Fra quelli più moderni gli Adelphi mi sembrano le edizioni più curate, belli cartonosi e ben stampati. Feltrinelli troppo colorati e molli, Einaudi costosi. Non mi dispiacciono i SuperBUR e anche qui spiccano Gli Elefanti della Garzanti.
Ieri con 12,90 euro mi sono tolto una piccola soddisfazione. Ho scoperto che all'Ipercoop nel reparto libri vendono i supremi Meridiani a questo prezzo, quando normalmente costano 49 euro. Chi ama la lettura o anche solo gira nelle librerie saprà che i Meridiani sono probabilmente le più belle edizioni che ci siano in Italia. Scatola bianca cartonata e illustrata fuori, copertina rigida blu notte con scritte dorate rivestita da una seconda copertina in plastica trasparente, carta sottilissima di qualità super, due segnalibri, stampa perfetta. Sembra una Bibba, pesante ma bello pieno perché scritto piccolo e in 3 centimetri di spessore ci stanno 1200 pagine. Ora vedo un po' se lo leggo, ma sono dubbioso perché si tratta di un autore che non conosco e potrebbe essere molesto. Ad ogni modo sarebbe da prendere tutti quelli che ci sono, uno alla volta. Intanto che fai la spesa, butti un bel meridiano di Thomas Mann, Wilde o Shakespeare in mezzo alle meredine e alla carta igienica. Anche se magari poi se ne legge uno su tre, o magari nessuno. Li compri e li metti lì, come si fa con le enciclopedie. Intanto ce li hai e puoi vantartene al bar con gli amici...
In questi giorni qui da me c'è la fiera. Una di quelle belle grosse, che per girarla tutta ci impieghi tre ore. Così la mia fidanzata è andata (è matta per la fiera, ci sta anche tutto il giorno!) e io sono rimasto a dormire. Verso questo "evento" nutro sentimenti contrastanti...
Ci sono cose della fiera che mi piacciono. Ad esempio, i piazzisti: sono divertenti, dicono una marea di cazzate. Oppure i banchetti che hanno "la novità" e fanno le dimostrazioni, quelli sono i miei preferiti. Può essere la gomma che cancella le macchie (poi commercializzata come
Sgommatutto), il panno strafico che prendo fuoco e non brucia, il cazzillo per disegnare le figure psichedeliche con le penne colorate, la scopa rivoluzionaria...