Dopo aver lasciato trascorrere tanto di quel tempo che ormai non vi ricordate neanche più di cosa sto parlando, ecco che annuncio con grandissimo sollazzo l'inizio del primo turno del famoso
Campionate Italiani Parola Prestigioso, forse in assoluto fra i 5 giochi più stronzi mai concepiti dalla mente umana. Come in una lunga schedina rosa piena di cuoricini, le 64 parole selezionate con criterio incomprensibile dalla Giuria Autorevolissima si fronteggiano in 32 estenuanti sfide immaginarie.
Chiedo umilmente agli appassonati lettori cippatori di contribuire alla scelta delle parole che dovranno passare il turno. Per esprimere le proprie preferenze è sufficiente perdere cinque preziosi minuti della propria vita a compilare la lista con gli appositi segni "1", "X", "2". Posizionate gentilmente una X nei casi in cui non sarete in grado prendere una decisione così importante. Ogni lettore, ovviamente, può votare una sola volta. Ai lettori anonimi non è purtroppo permesso partecipare, al fine di mantenere la regolarità del gioco entro certi limiti. Ciao e grazie.
E' finito il tempo dell'interminabile attesa, dei furenti grattamenti di coglioni, dello scrostarsi la testa e poi sgranocchiare nascostamente tanto per far passare il tempo. Espongo la ignobile cazzata concepita e preannunciata ieri con grandi e spopositatissimi squilli di trombe di culo. Mi tocca premettere che si tratta di una cosa per gente di un certo livello, quindi gli zotici come Hubrys possono anche andarsene via sùbito. E' un gioco linguistico e soprattutto didattico, che piacerà ai letterati ed ai numerosi esponenti dell'Accademia della Crusca che bazzicano queste pagine appiccicaticce per cause misteriose. Arrivando al nocciuolo della questione, si tratta di un progetto molto ambizioso e soprattutto stupido: individuare la parola più prestigiosa e fica di tutto il vocabolario italiano. Ben trentadue parole verranno selezionate da una giuria autorevolissima, composta da docenti universitari in ruttologia, gattomania e leccacazzologia.
Ecco qui, per i più colti, una cazzata in cui si parla di lettaratura e culi in fiamme. Raramente ho assistito in tv ad una rosicata simile, che tristezza. M'è toccato pochi minuti fa di dovere sentire Aldo Bus(on)i, ospite dal grondante Bonolis, parlare malissimo di quel genio infinito di Pasolini. Il raffinatissimo e profondo pensatore, autore di indiscussi capolavori di fama mondiale quali
Cazzi e canguri e
Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo, ha osato affermare, in sostanza, che Pier Paolo non ha lasciato niente di "esteticamente" valido. Spero almeno straparlasse di letteratura, anche se sarebbe già una scagazzata gigantesca, e non di cinema.
E' strano come alle volte tornino in mente delle cazzate assurde; in questo caso si tratta di un "giochino" che si faceva alla medie. Voglio vedere se siete preparati-e, e sfruttare a dovere la possibilità di sentire voci provenienti da tutta l'Italia dato che spesso queste cose, credo, sono piuttosto localizzate. E' un esperimento linguistico. Tra l'altro vi segnalo che verso la fine del
post su Lecce-Genoa c'era un'altra questione linguisitica molto spinosa che non c'entra nulla col calcio e della quale mi sarebbe piaciuto parlare, se solo qualcuno fosse arrivato in fondo alla cazzata.
Provate cortesemente, senza aggiungere nessuna spiegazione sul significato, a rispondere a questa domanda: sapete che cos'è "ovolollo"? Dopo vi chiederò di spiegare che cos'era... ora vorrei solo vedere quanti ricordano questa supercazzata, la diffusione che aveva.
Specchio riflesso vai al cesso. E soprattutto: Coca Cola Pepsi Cola osso duro vaffanculo.
A me piace abbastanza dar del lei, mi pare un modo di rivolgersi al prossimo meno ipocrita del confidenziale "tu", considerato che lo si usa molto spesso pure fra persone che, reciprocamente, non si sopportano. Sarebbe ben più onesto, in quei casi, un distaccato "lei", anche se capisco bene che fra giovani proprio viene male. Come tutti sappiamo bene però, il "lei" non serve solo a prendere le distanze; si usa genericamente per rivolgersi a persone con le quali non si ha confidenza, che non si conoscono, o nei casi in cui occorre un certo rispetto. E qui arrivo al punto che mi interessa, alla cazzata che mi ha fatto tornare in mente
questa vignetta. Per quale motivo agli immigrati, specialmente se africani o asiatici, quasi tutti si rivolgono dando del tu, come se avessero a che fare con un ragazzino? Spero che nessuno sia tanto ingenuo da pensare che sia un modo di dimostrare amicizia e fratellanza fra i popoli, perché si tratta semplicemente di disprezzo. Una forma certamente sottile ma secondo me evidente di mancanza di rispetto, un modo di dimostrare scarsa considerazione verso la persona che si ha di fronte. Se non volete essere quindi dei merdosi razzisti, la prossima volta che verrete importunati da un lavavetri insistente o un ambulante particolarmente tenace, se proprio non avete voglia di liberarvi di qualche spicciolo e non vi riesce un "no grazie", provate a sostituire un poco rispettoso "vai a cagare" con il ben più corretto "vada a cagare". Oltrettutto è bellissimo insultare dando del lei.
Oggi, senza un alcun motivo, sono incazzato. Mi sento stanco e demotivato, nonostante sia venerdì. Neanche il pensiero di potere dormire a oltranza domani mi risolleva.
Se qualcuno ha voglia, possiamo approfittare di questo post per insultarci tra di noi, in simpatia. Lo so che ho sempre scritto che è una cosa che non mi piace fare, qui su internet. Ma questa è un'altra cosa. Si tratta di accapigliarsi così, senza un perché, senza rancore, senza cose personali... solo per il gusto di abbandonarsi ad improperi, che è tanto una cosa carina. D'altra parte il rap ce l'ha insegnato. Manchiamoci di rispetto, venite pure avanti. Basta con 'sta cosa che sui blogsss sono tutti gentili e amici, tanto non è vera. Vi ingiurierò a caso, merde.
Ma possibile che non abbiate di meglio da leggere?
Sono stato, in un tempo lontano, un discreto lettore. Non posso vantare d'avere avuto una travolgente passione per la letteratura, d'essermi consumato gli occhi su centinaia di romanzi, ma neanche sono completamente estraneo alle lettere, come la grande maggioranza dei miei coetanei.
Soprattutto, ho cercato quasi fin da subito d'essere selettivo; la letteratura è un grande piacere ma richiede tempo, soprattutto se si ha la tendenza a leggere con ingordigia una volta trovato lo scrittore o la storia giusti... e sono sempre state tante le cazzate per la testa. Per cui, col preciso intento di non sprecare tempo prezioso, mi sono orientato sui cosiddetti classici, snobbando presto gli scrittori contemporanei.