In un'ottica di rilancio e valorizzazione della propria immagine, la società calcistica Genoa Cricket and Football Club 1893 ha fatto realizzare uno spot promozionale. Da sabato scorso questo bel filmato viene mandato regolarmente in onda su Sky in concomitanza con le partite disputate dalla gloriosa società rossoblu e, pare, anche all'interno degli stacchi pubblicitari di alcune trasmissioni sportive delle reti Mediaset. Esistono due versioni dello spot, una breve da 30 secondi ed un'altra integrale da un minuto circa. Dopo tanti patimenti, un bel regalo per tutti i Genoani da parte del Presidente. Contemporaneamente, si procede con la creazione di un museo tutto dedicato alla più antica società di calcio italiana. Certe cose qui non le avevamo mai viste: Preziosi santo subito.
Per Genoani, curiosi e creativi del Parmigiano Reggiano, ecco la versione da un minuto:
Lo spot su YouTube
La spot da scaricare e custodire gelosamente fra le cose più care
In entrambi i video, purtroppo, mancano due paroline alla fine: "da" e "qui".
Settant'anni, mi viene il magone...
Viste le sommosse popolari causate dall'avere saltato il commento sulla gara col Piacenza, che non ho potuto vedere in quanto rimasto chiuso nell'autolavaggio, torno alle partite del Genoa. Mi vedo costretto a premettere che questo commento non fa per niente ridere, e che una sconfitta è un avvenimento troppo doloroso per scherzarci sopra, soprattutto quando viene in un certo modo. Va beh, passiamo ai fatti. Lecce-Genoa si gioca incomprensibilmente a Lecce, e così mi organizzo per tempo decidendo di andare a vedermela nel club di anziani bestemmiatori in cui ero già stato in occasione della prima di campionato. Qui purtroppo va sùbito registrata una nota negativa: la presenza di una giovane tifosa (fidanzata di qualche presente) sembra inizialmente inibire un pochino il regolare afflusso di porchidii che mi aveva positivamente impressionato la volta prima.
Prepartita fortemente alcolico per questa terza giornata di campionato, che il Genoa deve affrontare ad appena 3 giorni di distanza dall'ultima gara disputata, concedendo al Modena di merda il vantaggio di avere un giorno in più di riposo. Non sapendo come impiegare l'ora precedente l'inizio della partita, opto per un disperato minitour solitario in alcuni bar e scopro con orrore che è possibile pagare anche 4 euro per un bicchierino pieno di ghiaccio e con un mini sorso di alcolici dentro. Indignato pago, ma mi tolgo la soddisfazione di fare sapere al ladro travestito da barista che mai in vita mia avevo bevuto un Negroni più corto.
All'esordio casalinguo il Genoa si ritrova ad affrontare il Rimini, una squadra molto simpatica ai più perché il suo nome richiama subito alla mente un paio di concetti davvero molto importanti, ovvero quelli di "figa facile" e "discuteca". Mi reco allo stadio e prendo agilmente posto quasi due prima, annichilendomi fra i gradoni e dentro alla mia tenda igloo saggiamente portata da casa al fine di rendere più confortevole l'attesa. Dopo alcuni barbecue ed un po' di "canzone del sole", capisco che la situazione è difficile. Il prepartita è noioso e decido ben presto di ingannare il tempo vagabondando per la gradinata al solo scopo di reperire un minimo quantitativo di sostanze stupefacenti di tipo leggero, indispensabili per una buona visione dello spettacolo.
Quest'anno vorrei scrivere un commentino dopo ogni partita del Genoa che vedrò, battendomene il belino se non è un argomento di grande interesse per la maggior parte dei lettori di questo sito. Mi impegnerò a fare in modo che questo non influisca sull'abituale afflusso di cazzate inerenti altri e più popolari argomenti, per evitare una probabile fuga in massa. D'altra parte già l'avevo scritto: qui, dato che cerco di scrivere di quel che mi interessa (nel bene e nel male) si sarebbe potuto parlare anche solo di Genoa, se solo non avessi aperto questo spazio in un periodo di grandissima personale depressione calcistica. Ora avanti col commento, rigorosamente cazzivostrista.
Oggi ricomincia il campionato di Serie B. Se l'estate scorsa il Genoa non fosse stato massacrato dalla stessa "giustizia" sportiva che quest'estate ha graziato Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina (oltre a molte altre società miracolosamente rimaste fuori dallo scandalo), sarebbe molto probabilmente il secondo anno di Serie A.
Noi tifosi rossoblu, umiliati e derisi da tutta l'Italia sportiva per mesi e mesi, ricominciamo oggi a soffrire per le sorti della nostra amatissima squadra con la consapevolezza d'essere stati gli unici a pagare.
La società Genoa Cricket and Football Club 1893 ha emesso ieri un comunicato stampa semplicemente perfetto che riassume egregiamente quanto accaduto, confrontando ed evidenziando l'assurda disparità di trattamento applicata dalla Federazione Italiana Gioco Calcio. Il suddetto comunicato è stato oggi pubblicato, a pagamento, su
La Gazzetta dello Sport,
Il Corriere dello Sport, Tuttosport, La Repubblica,
Il Corriere della Sera ed
Il Secolo XIX.
Consapevole del fatto che quasi certamente a nessuno, oltre ovviamente ai genoani, interessa quello che riporto, mi sento comunque in dovere di pubblicare il testo. Perché è pregno di orgoglio e dignità, e descrive in modo sintetico quanto accaduto. Chi ancora, nonostante tutto, segue il calcio, dovrebbe leggerselo. Chi non è interessato, semplicemente, si può astenere dal commentarlo.
Nessuna telefonata alla polizia, ma solo tanti auguri al vecchissimo amato Genoa. Anche quest'anno siamo la prima squadra in Italia. E intanto il ciampgioria ha appena 60 anni, che buffoni.
La maglia, o meglio la divisa, del Genoa. Mi piace tanto che me la sono pure disegnata al pc,
da casa e
da trasferta, solo per il piacere di farlo, come un bambino delle elementari. Io non sono completamente d'accordo con chi sostiene l'assoluta soggettività della bellezza. Un qualcosa di esteticamente molto gradevole nella mia testa deve per forza piacere quasi a tutti, indipendentemente da cosa sia. O per le meno il mondo dovrebbe convire sulla rara bruttezza di quest'altro
scempio.
Ora ditemi voi se, sforzandosi di essere obiettivi e lasciando da parte il concetto di "calcio" ed il tifo, guardandola così come fosse un paesaggio, o il volto di una bellissima gnocca o anche una qualsiasi opera d'arte, si può dire che non sia una cosa indiscutibilmente splendida. Ma notiamo l'accostamento dei colori, quanto è elegante e vivace al tempo stesso? Come si nota che sono gli stessi dell'union jack? Quanto contrastano bene il rosso sangue di piccione ed il blu notte, come sintetizzano bene la miseria e la nobiltà, le due anime (popolare e aristocratica) del Genoa? E non è forse fichissimo il disegno a quarti, che qui purtroppo non si può vedere bene? Io penso proprio che, veramente, una più bella divisa per una squadra di calcio non sia possibile.
Siamo finalmente entrati nel pieno del processo sportivo che si sta svolgendo a Roma, all'interno di una grande aula dello Stadio Olimpico, contro alcune società di calcio ed i loro dirigenti, oltre che contro varii esponenti della Federazione. Chi ancora si interessa di calcio, nonostante ormai da anni si sia capito che è un sport talmente sporco da potere schifare lo stronzo diarreoso d'una pantegana residente nelle fogne di Calcutta, probabilmente potrà capirmi quando scrivo che, in qualità di tifoso Genoano, seguo con enorme interesse gli sviluppi dello scandalo che ha investito l'oppio del popolo italiano.
Grandissima scoperta in questi giorni: la Juve ruba, Moggi e Giraudo sono due delinquenti, Galliani pure, Carraro anche, il calcio italiano è nelle mani di loschi individui che lo gestiscono a loro piacimento, facendo un po' come cazzo gli pare. Chi l'avrebbe mai detto eh? Ingerenze e commistioni filocamorriste ovunque, scommesse, arbitri corrotti e manipolati come marionette, doping, giornalisti prezzolati e consenzienti, organi federali compiacenti ed asserviti. Poi dicono che gli Albanesi rubano. Gli Italiani rubano, siamo i maestri. Nessuno al mondo sa rubare come noi.
Che bello vedersi condannati da questa gente, dai giudici di questa Federazione, così autorevoli ed irreprensibili che durante un processo scrivevano su buffi foglietti "viva camorra, abbasso 'ndrangheta". E' un po' come se Pacciani avesse condannato per atti di libidine un bambino perché questo si faceva una pippa col Postalmarket. Meno male che ora c'è il comunismo.